1. Cos'è il CBAM?
Il CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism — Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere) è uno strumento normativo dell'Unione europea istituito dal Regolamento (UE) 2023/956, entrato in vigore il 17 maggio 2023. Il suo obiettivo principale è prevenire il rischio di carbon leakage (fuga di carbonio): garantire che le merci importate da Paesi terzi scontino un prezzo del carbonio equivalente a quello che avrebbero pagato se prodotte nell'UE sotto il regime del sistema di scambio di quote di emissioni (EU-ETS).
Senza il CBAM, le imprese europee sarebbero incentivate a delocalizzare la produzione in Paesi con standard climatici meno stringenti, vanificando gli obiettivi del Green Deal europeo. Il meccanismo crea quindi un level playing field tra i produttori europei, già soggetti ai costi del carbonio tramite l'EU-ETS, e i produttori extraeuropei.
Dal 1° gennaio 2026 (fase definitiva): acquisto e restituzione di certificati CBAM obbligatori; dichiarazione annuale da presentare entro il 31 maggio; sanzioni finanziarie in caso di inadempimento.
Il dichiarante autorizzato CBAM
Per importare merci CBAM nell'UE a partire dal 1° gennaio 2026, è obbligatorio essere registrati come dichiarante autorizzato CBAM presso l'autorità competente nazionale. In Italia, l'autorità competente è l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM). L'importatore non registrato non può sdoganare merci soggette al CBAM: la registrazione è prerequisito necessario all'importazione.
2. Chi è obbligato a dichiarare?
L'obbligo CBAM si applica a tutti gli importatori stabiliti nell'UE (o rappresentanti doganali da essi designati) che importano merci CBAM da Paesi terzi. Il Regolamento 2023/956 identifica sei settori industriali ad alta intensità di carbonio, definiti attraverso i codici della nomenclatura combinata (NC):
Importatore italiano: il settore siderurgico è il più esposto
L'Italia è il secondo produttore di acciaio in Europa dopo la Germania, con circa 23 milioni di tonnellate prodotte annualmente. Tuttavia, le acciaierie italiane importano significativi volumi di rottame ferroso, ghisa e semilavorati da Turchia, India e Ucraina. Queste importazioni, se classificate con i codici NC rilevanti, rientrano nel perimetro CBAM e obbligano alla dichiarazione annuale e alla restituzione dei certificati.
3. Contenuto della dichiarazione annuale CBAM
La dichiarazione annuale CBAM viene presentata nel Registro CBAM dell'Unione europea — la piattaforma online gestita dalla Commissione europea. Deve coprire tutte le importazioni di merci CBAM effettuate nel corso dell'anno civile precedente. Di seguito i campi obbligatori:
- Quantità importate per tipo di merce Tonnellaggio totale per codice NC e per Paese di origine per ogni tipo di merce CBAM importata nell'anno di riferimento.
- Emissioni incorporate totali (tCO₂e) Totale delle emissioni dirette e, per alcuni settori, indirette incorporate nelle merci importate, espresse in tonnellate equivalenti di CO₂.
- Metodo di calcolo utilizzato Identificazione del metodo adottato per ogni impianto: dati reali dell'impianto terzo, valori predefiniti UE o misurazioni di laboratorio accreditato.
- Dati di verifica (verificatore accreditato) Per i dati di emissione reali, attestazione di un verificatore accreditato ai sensi del Regolamento di esecuzione CBAM. Obbligatoria per validare dati diversi dai valori predefiniti.
- Informazioni sugli impianti di produzione esteri Identificativo e ubicazione degli impianti di produzione extraeuropei, dati del produttore, protocolli di misurazione adottati.
- Prezzo del carbonio già pagato nel Paese terzo L'importo effettivamente corrisposto a titolo di tassa sul carbonio o acquisto di quote nel Paese di origine — consente la detrazione sui certificati CBAM da restituire.
- Deduzioni per prezzo del carbonio già versato Se il Paese terzo applica già un prezzo sul carbonio alle merci esportate, tale importo può essere detratto dal numero di certificati CBAM da restituire — previa documentazione adeguata.
- Storico transazioni certificati CBAM Registro di acquisti, restituzioni e, ove applicabile, riacquisti di certificati CBAM nell'anno, con riferimento alle transazioni registrate nel Registro CBAM.
4. Certificati CBAM: prezzo e funzionamento
I certificati CBAM si acquistano nel Registro CBAM dell'UE, gestito dalla Commissione europea. Il loro prezzo è calcolato settimanalmente sulla base del prezzo medio delle quote EU-ETS della settimana precedente — espresso in euro per tonnellata di CO₂e. Nel periodo 2025–2026, il prezzo delle quote ETS si è attestato tra 60 e 75 EUR/tCO₂e.
Meccanismo di restituzione
Ogni anno, entro il 31 maggio, il dichiarante autorizzato CBAM deve restituire un numero di certificati CBAM esattamente pari alle emissioni incorporate dichiarate. La restituzione avviene direttamente nel Registro CBAM online. I certificati non restituiti entro la scadenza sono oggetto di sanzioni automatiche.
Gestione del rischio di prezzo
Poiché il prezzo dei certificati CBAM segue il mercato ETS, gli importatori sono esposti alla volatilità del prezzo del carbonio. Si raccomanda un acquisto frazionato nel corso dell'anno (livellamento temporale) piuttosto che un acquisto concentrato in prossimità di maggio. Conserva un registro preciso di tutti gli acquisti di certificati per facilitare la riconciliazione in sede di dichiarazione annuale.
5. Passi per presentare la dichiarazione
Registrarsi come dichiarante autorizzato CBAM
Presentare la richiesta all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) tramite il portale CBAM. La registrazione è prerequisito per qualsiasi importazione CBAM dal 1° gennaio 2026. Tempi: 15–30 giorni lavorativi.
Raccogliere i dati sulle emissioni incorporate dai fornitori
Contattare i produttori extraeuropei per ottenere i dati di emissione reali verificati. Senza questi dati occorre utilizzare i valori predefiniti UE — spesso del 30–60% superiori alle emissioni reali.
Calcolare le emissioni incorporate totali
Applicare il metodo di calcolo appropriato per ciascun tipo di merce e impianto di produzione. Verificare che i dati reali siano attestati da un verificatore accreditato ai sensi del Reg. di esecuzione CBAM.
Acquistare i certificati CBAM nel Registro UE
Accedere al Registro CBAM dell'UE e acquistare il numero di certificati corrispondente alle emissioni incorporate calcolate, tenendo conto delle eventuali deduzioni per prezzi del carbonio già pagati nel Paese di origine.
Compilare e presentare la dichiarazione annuale
Caricare nel Registro CBAM la dichiarazione completa con: quantità importate per codice NC, emissioni incorporate, metodi di calcolo, dati degli impianti e documentazione dei verificatori accreditati.
Restituire i certificati CBAM entro il 31 maggio
Eseguire la restituzione nel Registro CBAM. Conservare tutta la documentazione per almeno 4 anni ai fini dei controlli dell'ADM. Eventuali certificati in eccesso (fino a 1/3 degli acquistati) possono essere rivenduti all'autorità entro il 30 giugno.
6. Sanzioni per inadempimento
Il Regolamento CBAM prevede un regime sanzionatorio dissuasivo per garantire il rispetto degli obblighi. In Italia, le sanzioni sono applicate dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM).
| Inadempimento | Sanzione |
|---|---|
| Mancata presentazione della dichiarazione annuale | Da 10 a 50 EUR/tCO₂e non restituita (fino a 150 EUR/tCO₂e in caso di frode deliberata) |
| Dichiarazione incompleta o inesatta | Sanzione proporzionale alle tonnellate non correttamente dichiarate; possibile richiesta di certificati aggiuntivi |
| Mancata restituzione dei certificati CBAM | Sospensione temporanea dall'importazione di merci CBAM + sanzioni finanziarie + pubblicazione della violazione |
| Importazione senza status di dichiarante autorizzato | Sequestro delle merci, sanzione amministrativa, eventuale procedimento penale |
7. CBAM e le imprese italiane: settori più esposti
L'Italia presenta una struttura industriale con significativi volumi di importazione nei settori coperti dal CBAM. I settori italiani più esposti all'impatto del meccanismo sono:
Acciaio e metalli ferrosi
L'industria siderurgica italiana importa ogni anno volumi rilevanti di ghisa, rottame di acciaio e semilavorati da Turchia, India, Ucraina e Cina. Le acciaierie elettriche (EAF) del distretto bresciano, ad esempio, dipendono in larga misura da rottame importato. Sebbene il rottame di ferro non rientri direttamente nel perimetro CBAM (solo i prodotti finiti e semilavorati con i codici NC rilevanti), molte aziende acquistano semilavorati come billette e bramme che sono soggetti al regolamento.
Alluminio
L'Italia è un importante trasformatore di alluminio, con numerose fonderie e laminatoi in Lombardia, Veneto e Piemonte. Le importazioni di alluminio primario da Emirati Arabi, Norvegia, Islanda e Turchia rientrano nel perimetro CBAM. Le emissioni incorporate nell'alluminio primario variano significativamente in base alla fonte energetica usata nella produzione (idroelettrica vs. termoelettrica), rendendo cruciale la raccolta di dati verificati dai fornitori.
Cemento e materiali da costruzione
Il settore delle costruzioni italiano importa cemento e prodotti cementizi da Turchia, Egitto e Marocco. Con le emissioni incorporate tipicamente elevate del clinker (circa 0,82 tCO₂/t), anche volumi relativamente contenuti possono generare obblighi CBAM significativi.
Fertilizzanti azotati
Il settore agricolo italiano — tra i più importanti in Europa — utilizza fertilizzanti azotati in larga misura importati da Russia, Turchia e Nord Africa. Le imprese agrochimiche e i distributori di input agricoli sono tra i soggetti che devono verificare con priorità la propria esposizione CBAM.
8. Strumento online per la dichiarazione CBAM
La gestione della conformità CBAM richiede la raccolta e l'elaborazione di dati complessi provenienti da più fornitori e impianti di produzione, il calcolo delle emissioni incorporate con metodi differenziati per settore, e l'interazione con il Registro CBAM dell'UE per acquisto e restituzione dei certificati. Un software dedicato semplifica notevolmente questo processo.
CBAM Reporter è uno strumento online progettato specificamente per gli importatori nell'UE. Ecco i principali vantaggi:
- Calcolo automatico delle emissioni incorporate per tutti e sei i settori CBAM, con supporto ai dati verificati e ai valori predefiniti UE aggiornati
- Gestione dei fornitori extraeuropei e raccolta strutturata dei dati di emissione dagli impianti di produzione
- Generazione della dichiarazione annuale CBAM nel formato richiesto dal Registro UE
- Monitoraggio dei certificati CBAM: acquisti, restituzione, saldo disponibile, alert di scadenza
- Supporto alle deduzioni per prezzi del carbonio già versati in Paesi terzi con sistemi ETS riconosciuti
- Aggiornamenti automatici ai valori predefiniti UE e alle variazioni normative del regolamento CBAM
Con l'approssimarsi della scadenza del 31 maggio 2026, è fondamentale disporre di un sistema che permetta di lavorare in modo ordinato sui dati delle importazioni 2025 e produrre la dichiarazione corretta nei tempi richiesti.
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